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adriana luperto “Milano nei miei occhi” dall’11/12/17 al 6/01/18

Adriana Luperto è una pittrice che ha collaborato con me nel 2005 realizzando le illustrazioni all’interno del booklet del cd “Un segreto che…” . “La musica è qualcosa che si coglie ovunque nelle mie composizioni pittoriche” dichiara… esporrà a Milano (Milan, Italy) con una personale dal titolo “Milano nei miei occhi” alla Libreria Bocca dal 1775 Galleria Vittorio Emanuele, 12 dall’ 11 dicembre 2017 al 6 gennaio 2018.

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Lecce e il Salento nel sangue e negli occhi, Adriana Luperto disegna e dipinge da quando aveva 11 anni. Lecce si affaccia nel bianco delle sue pennellate, e attraversa le tele come filo d’Arianna che non si spezza mai. Il Salento risuona nei volti e nei gesti, nelle geometrie e nella spazialità, un canto accorato e anche nascosto, eppure forte, presente, una sinfonia delle origini che incanta e rapisce.

A 13 anni la Luperto vince il suo primo premio, Monumenti della Puglia. Sono disegni a china e acquarello quelli che usa per raccontare, anche qui, la sua terra. Una tecnica su cui tornerà anche in opere più recenti. Tecnica tra le tante che mette in campo quest’artista poliedrica: come quelle usate per scenografie, murales e allestimenti di sale, negozi, discoteche, di cui, negli anni, ha sempre curato ogni dettaglio, dall’ideazione alla realizzazione.

E anche se nel suo ricco curriculum non manca la collaborazione con una musicista – tanto che nel 2005 ha, infatti, illustrato il booklet del cd della cantautrice Pia Tuccitto – la musica è qualcosa che si coglie ovunque nelle sue composizioni pittoriche: c’è il rap, c’è il jazz, c’è il pop in quelle figure nude, sole, fluttuanti. Ma c’è anche il rock che in uno dei suoi dipinti più recenti come Il ragazzo e la ragazza (2016) rievoca atmosfere alla Woodstock, una Woodstock che sulle spalle ha 40 anni di storia e più nessuna ingenuità.

Adriana Luperlo nel 2005 ha esposto anche a Bologna: l’occasione per portare le sue tele in terra emiliana fu il Video Freccia, mentre risale al 2007 la partecipazione a 13×17 Padiglione Italia, nell’ambito della Biennale veneziana, iniziativa curata da Philippe Daverio per lo studio Berengo di Murano, che la vide esposta insieme ad artisti del calibro di Sandro Chia, Jannis Kounellis, Gilberto Zorio e anche Tullio Pericoli. Daverio, insieme a Jean Blanchaert, la volle anche nel catalogo Rizzoli di quella 13×17.

A Lecce torna con una personale nel 2009: espone alla galleria Cortenumero9, con opere in cui già si affacciano i temi che nella produzione più recente  – acrilici su pannelli in mdf o compensato – diventeranno la narrazione di una sorta di “solitudine dell’amore”, un tema caro all’artista che riesce a declinare questo apparente ossimoro – amore e solitudine – con una delicatezza di tratti e una forza interpretativa che lasciano incantati.

                                                             Rory Cappelli (La Repubblica)

 “Le immagini con le quali Adriana Luperto traduce le emozioni hanno la stessa fragranza ed immediatezza di un haiku giapponese: pochi tratti fluidi, un gesto di grande freschezza, libero e nello stesso tempo, segno di un elan intimo e raccolto, profondo, densamente interiore. Quasi un racconto che scivola via in una serie di piccoli quadri, immagini che sembrano strappate a un battito di ciglia, ad un sorriso sfuggente, immagini che potrebbero essere dipinte sulle foglie di un albero in un giorno d’estate.

Si tratta di una scrittura pittorica veloce e densa di memoria, anche onirica. Non stupisce che Adriana Luperto di sé dica “Amo i colori e si vede. Mi piace ridurli in emozioni.” (Sabina Ghinassi)